Social Innovation nelle aziende: come applicarla

La situazione non nuova del Covid, necessita di una riflessione nel mondo aziendale. La pandemia ha reso necessario rivedere tutta la visione della società lavorativa, diversa da quella che ci era stata insegnata fino ad ora. Oggi il filosofo Edgar Morin la definirebbe la società in una policrisi globale, che porterà necessariamente ad un processo di cambiamento, con il termine policrisi (Morin 1968), intende una crisi sistemica multipla (ecologica, economica, politica, sociale, culturale, morale). E’ necessaria la sociologia della narrativa, per capire i problemi attuando una conoscenza condivisa per il sociale.

Stiamo attraversando un periodo dove la società moderna rappresenta un futuro diverso, come diceva Niklas Luhmann, servirebbe una riconsiderazione delle risorse disponibili vedendole come un’opportunità per acquisire delle competenze nuove più adattabili , che fino ad un anno fa non si pensava di dover utilizzare. Si ha la consapevolezza quindi di una logica nuova sia del lavoro che dei rapporti sociali, ci troviamo di fronte a nuove situazioni da dover affrontare.

La Social Innovation ovvero innovazione sociale (progetto Europeo) è una crescita intelligente al fine di migliorare la competitività per sostenere un’economia sociale di mercato sostenibile, un processo a spirale in quattro fasi:

  1. identificazione di bisogni sociali;
  2. sviluppo di nuove soluzioni in risposta a quei bisogni sociali;
  3. valutazione dell’efficacia delle nuove soluzioni nel raggiungere i bisogni sociali;
  4. diffusione delle innovazioni sociali efficaci.

La Social Innovation si traduce oggi nella produzione di nuove idee, per soddisfare bisogni sociali e creare nuove relazioni e collaborazioni. Essa impatta anche sulle organizzazioni del lavoro, in termini di diffusione di nuovi comportamenti, tesi al miglioramento dell’efficienza, alla costo-efficacia che sono implementate con azioni pianificate e coordinate.

Le aziende, necessitano un’analisi del problem setting, cioè un processo teorico e pratico che serve a trasformare un disagio in un problema definito, il problem setting è un’attenta analisi della situazione, e ci permette di escludere elementi che non servono a risolvere il problema, perché spesso la causa principale si intreccia con problemi secondari che possono influire sul risultato. Una volta analizzata la situazione si attuerà il problem solving, che trasforma il problema ben definito in un progetto da gestire secondo le tecniche del project management. Un metodo utilizzato del problem solving è il Problem Solving Strategico P.S.S. che si divide in queste fasi:

  • definizione del problema
  • concordare l’obiettivo
  • individuazione di eventuali soluzioni già tentate e perché sono fallite
  • come si potrebbe peggiorare la situazione
  • quale sarebbe lo scenario una volta risolto il problema

Il successo di un’azienda dipende soprattutto dai dipendenti e da tutto quel che rappresenta l’azienda (prodotti, servizi, immagine, etc.) è il risultato del lavoro di numerose persone, un buon imprenditore quindi deve prestare attenzione alle esigenze dei dipendenti.

Occorre innanzitutto avere una buona strategia relazionale così da stimolare i dipendenti a lavorare meglio, perché uno degli obiettivi primari è quello di massimizzare il clima lavorativo

Le prestazioni sul lavoro si migliorano in diversi modi , essenziale che il lavoratore abbia già una buona propensione e passione a svolgere i propri compiti, si possono fornire degli incentivi con alcune pratiche specifiche, che puntano a migliorare la produttività e la creatività che si ottiene migliorando anche l’ambiente di lavoro.

Vanno acquisite le cosiddette competenze “non-tecniche” che offrono strumenti di natura trasversale, integrabili nella gran parte delle professioni soprattutto, quelle dove la dimensione relazionale è fondamentale ed assume una valenza strategica, in termini di processo e di risultato.

Costituiscono un elemento di competenza nello sviluppo delle sue capacità resilienti, sia nella dimensione individuale che in quella di gruppo.

Una tecnica da esercitare potrebbe essere quella del Brainstorming più conosciuta tra le tecniche di creatività. Essa consiste in una discussione di gruppo incrociata e guidata, il cui scopo è trovare e far emergere il più alto numero di idee possibile su un argomento precedentemente definito. Il Brainstorming è rapportabile tra fattori come la capacità di produrre molte idee, diversificate, aumentare l’interazione fra le persone e la moltiplicazione dello sforzo di ciascuno con quello di un altro.

Il Brainstorming scomponendolo prevede una processualità che comprende:

  1. la definizione e la scomposizione del problema e la raccolta delle informazioni inerenti al problema;
  2. la produzione delle idee nuove, ovvero la parte centrale del processo;
  3. la decisione e la valutazione delle idee.

In questo processo il conduttore ricopre un posto chiave nelle sessioni di Brainstorming, egli infatti deve conoscere bene gli estremi e i limiti del problema da sottoporre, istruire i membri del gruppo alle regole inerenti questa tecnica, stimolarne l’interesse.

Conclusioni

Le teorie più apprezzate ed evolute sono state sviluppate in contesti socio-culturali diversi e talvolta lontani dalla realtà italiana, per cui vanno in qualche modo “tradotte” per essere utilizzate efficacemente nel nostro contesto organizzativo, sia in grandi multinazionali, ma soprattutto nel tessuto aziendale italiano un mosaico di piccole imprese dove servono competenze necessarie per migliorare le performance delle aziende.

Sitografia

https://ec.europa.eu

Eugenio Rollo, Io psicologo al lavoro, Uspel Domeneghini,2012

 

Articolo a cura di Massimo Dagnino

Profilo Autore

Lauree in Scienza della Comunicazione ed Advertising e in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi. È stato consulente per le Assicurazioni Generali in ambito sviluppo della clientela con gestione del personale addetto al Sales Channel. Autore del libro “Semiotica nella comunicazione aziendale applicata al marketing” edito Aracne Editrice. Il libro si è aggiudicato al concorso letterario della città di Cattolica 2017 il premio “Menzione d’onore”. Ideatore del Model Marketing 6WM (registrato presso il Ministero dello Sviluppo Economico), percorso formativo aziendale.
Nel 2017 su invito del Rettore, ha svolto un corso presso l’Università Uni Nettuno di Roma, inerente alla Comunicazione e Marketing Aziendale, visibile sul canale 812 di SKY. Ha collaborato con l’Università Uni Nettuno di Roma, in ricerche interne sulle seguenti materie: semiotica e comunicazione pubblicitaria. E' stato membro della giuria del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica, patrocinata dal CNR. Collabora in ricerche con il laboratorio di Neuromarketing, diretto dal prof. Vincenzo Russo dell’Università IULM di Milano.

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