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Vincoli all’outsourcing logistico per le PMI Italiane

Spesso le PMI non esternalizzano la propria logistica in quanto ritengono che l’outsourcing sia una prerogativa per le sole grandi aziende. Un gruppo di lavoro ha messo in evidenza i principali vincoli presenti tra società di servizi logistici e le medie aziende.

Logistica, outsourcing e PMI sono le parole chiave che caratterizzano l’economia attuale nel nostro Paese. Il crescente peso della globalizzazione rende necessaria una gestione dei flussi di merce in ambito globale. Per questo motivo le aziende delegano alcune delle attività logistiche in outsourcing, sia per ridurre i costi, ma anche per avere delle garanzie di livello di servizio ai propri clienti. L’outsourcing ha un’incidenza sempre più importante sul mercato italiano della logistica; dopo una contrazione dal 2009 al 2012, le attese però sono di una ripresa della crescita, visto che per il 2016 il fatturato è stato di circa 80 miliardi di Euro e per il 2017 si prevede di arrivare a circa 81 miliardi. Altra considerazione è che sempre più aziende fanno ricorso all’outsourcing dei servizi di logistica, visto che il rapporto tra mercato di Contract Logistics e mercato totale della logistica in Italia è salito dal 36,4% del 2009 a circa il 40% nel 2016. Ad essere proiettate in uno scenario sempre più internazionale non solo le grandi aziende, ma anche le piccole e medie imprese, che rappresentano il 99,9% delle aziende del territorio nazionale e sono in grado di occupare il 79,6% dei lavoratori dipendenti Italiani (Dati messi a disposizione da Small Business Act for Europe – SBA – 2014).

Per valutare le condizione del mercato, si è realizzata una ricerca che ha coinvolto sia PMI che fornitori di servizi logistici. L’obiettivo è stato quello di comprendere se le aziende di medio e piccole dimensioni utilizzassero i sempre maggiori servizi messi a disposizione dalle terze parti logistiche (3PL) e, in caso contrario, mettere in evidenza i principali vincoli. Il lavoro vuole creare i presupposti affinché le PMI possano trovare nell’operatore logistico un partner in grado di sviluppare delle strategie sinergiche. La ricerca ha considerato un campione di 25 medie realtà imprenditoriali manifatturiere e dieci operatori logistici. Le valutazioni sono state raccolte attraverso interviste dirette a manager, imprenditori, responsabili della logistica e figure commerciali per quanto riguarda i 3PL.

Tra i primi elementi emersi negli incontri, infatti, è sembrato evidente che la piccola realtà imprenditoriale consideri la terziarizzazione dei servizi logistici come una prerogativa per le sole grandi aziende. Probabilmente, la dimensione ridotta e i ridotti flussi di merce da gestire non fanno apparire alla PMI l’outsourcing come una leva strategica per ridurre i costi e migliorare il livello di servizio erogato ai propri clienti. In realtà, nelle interviste alle aziende manifatturiere sono emersi due punti interessanti:

  • Le aziende di produzione non conoscono tutti i servizi che un operatore logistico evoluto è in grado di offrire. Spesso la logistica esternalizzata viene vista solo come trasporto e magazzinaggio, mentre altri servizi come lavorazioni finali, il prelievo, la preparazione del bene per la spedizione, l’imballaggio, la preparazione della documentazione, la gestione dei resi non sono conosciuti essere servizi terziarizzabili.
  • Le aziende non sono in grado di valutare i propri costi logistici. Una delle principali criticità emerse, infatti, è che la piccola azienda in alcune occasioni chiede all’operatore logistico un’offerta per gestire delle parti del processo logistico. La relazione tra le due parti, spesso, rimane ferma proprio all’offerta in quanto l’azienda di produzione spesso non è in grado di confrontare un costo esterno con quanto realmente costa mantenere “in casa” le attività.

Relativamente al primo punto, tra i servizi meno conosciuti erogati da operatori logistici più strutturati si trovano:

  • Alimentazione linee di montaggio, assemblaggi, kitting. Si tratta di tutte quelle attività finalizzate alla preparazione del materiale che deve essere utilizzato nel reparto produttivo. Con il Kitting viene allestito solitamente un carrello / cesto in cui si mettono tutti i componenti che serviranno (in termini di quantità, tipologia e momento) alla produzione, permettendo un rifornimento di tipo just in time e mantenendo i reparti di lavorazioni sgombri da scorte. All’operatore logistico viene fornito con un certo anticipo il piano di produzione, così che ha la possibilità di preparare il materiale. Questo servizio può migliorare il controllo delle giacenze dei componenti.
  • Confezionamento, Packaging. I materiali, prelevati dal fine linea o dal magazzino, vengono preparati dotandoli di imballo al fine di renderli idonei al trasporto e garantirne la sicurezza e l’integrità fino alla consegna al cliente. In questa fase si garantiscono anche gli aspetti di preparazione della documentazione necessaria per il trasporto, come etichette e packing list da porre sugli imballi.
  • Postponement. Si tratta di una strategia che punta a ridurre al minimo i rischi legati a prodotti invenduti, ritardando il più possibile tutte le attività di finitura e/o personalizzazione. Un esempio è l’adeguamento di un apparecchio elettrico per mercato di vendita. Il cavo di alimentazione di rete, essendo differente da nazione a nazione, viene inserito dopo l’ordine e prima della spedizione. In questo modo viene semplificata la gestione del magazzino per il prodotto.
  • Servizi informatici. Il 3PL può mettere a disposizione dei propri clienti i servizi per l’identificazione del materiale (etichettatura), per la localizzazione del materiale a magazzino (mappatura), sistemi per il controllo delle giacenze oltre alle tecnologie per la gestione del prelievo (radiofrequenza o voice picking).

Per quanto riguarda il costo delle attività logistiche, la ricerca ha messo in evidenza che la PMI spesso non ha un modello di valutazione dei propri costi interni, soprattutto per quanto riguarda la preparazione di un ordine, la movimentazione della merce, il carico e lo scarico. L’incapacità di determinare un costo comporta la difficoltà di essere in grado di valutare un’offerta presentata da un operatore logistico.

La ricerca con la supervisione degli operatori logistici, per supportare le PMI alla corretta valutazione dei costi, ha fornito un elenco di voci ritenute essere trasversali. Questa lista deve essere vista come uno strumento per preparare l’azienda di produzione a rapportarsi con i soggetti esterni e soprattutto a comprendere se la gestione affidata a terzi risulta essere una soluzione economicamente vantaggiosa o meno.

Tra i principali costi da rilevare vi sono quelli legati alla gestione della superficie di magazzino. Tali costi si ritrovano solitamente nel libro cespiti come quota di ammortamento. In ogni caso esistono dei documenti in cui è possibile reperire dei valori indicativi al metro quadrato del magazzino. La valutazione da fare è legata al fatto di considerare quanto potrebbe essere il costo nell’affitto di uno spazio nel caso il magazzino esistente non fosse più sufficiente a contenere tutta la merce necessaria al business. Il “Borsino immobiliare della Logistica” è un documento di riferimento per fare delle valutazioni di “costo del magazzino”.

Al costo così rilevato è necessario considerare tutta una serie di altre spese che permettono il mantenimento del magazzino stesso e la sua piena efficienza. Esistono quindi le seguenti altre voci che incidono come costo sul magazzino:

  • Tasse
  • Manutenzione
  • Assicurazioni
  • Pulizie
  • Consumi energetici

Tra i costi diretti, vi è quello relativo alle persone che si occupano di logistica, considerando sia personale diretto che gli indiretti. I diretti sono gli operatori del magazzino che si occupano della movimentazione fisica delle merci nel magazzino. Il loro costo si aggira su una media di 30-35 Euro all’ora. Tale valore è determinato dalla somma del costo orario del dipendente (che si aggira mediamente tra i 18-23 Euro orari) e una serie di costi “occulti” relativi alla corretta gestione dell’operatore (Pratiche amministrative generali, servizio paghe, servizio medico, assenteismo, etc.). Nei processi logistici sono coinvolte inoltre le persone destinate al coordinamento dei flussi, dal responsabile della logistica alle spedizioni. Per tali persone il costo medio che si considera si aggira tra i 35 e i 40 Euro ora. Il calcolo del costo diventa quindi la determinazione delle ore lavorate dalle persone per il numero di persone impiegate suddivise nel loro ruolo.


Voci di costo considerate

Superfici di magazzino
Personale di magazzino
Mezzi di movimentazione
Infrastrutture di stoccaggio
Manutenzione
Dispositivi di sicurezza e di protezione individuale
Tasse
Assicurazioni
Pulizie
Consumi energetici
Servizi di Information and Communication Technology
Consumabili (imballi, toner, etichette, etc.)


Altro costo legato all’operatività è quello dei mezzi di trasporto interno (carrelli elevatori, transpallet, etc.) oltre che i costi di manutenzione. Anche in questo caso nel libro cespiti e noleggi è possibile individuare la voce di costo e il suo ammontare.  Ai fornitori dei mezzi, inoltre, è possibile richiedere la documentazione fiscale e le condizioni del contratto applicato.

Da non scordare che nel magazzino tutte le attività devono attuarsi in piena sicurezza per gli operatori. Una voce di costo sono quindi i dispositivi di protezione individuale e formazione. Si tratta del valore relativo all’acquisto di tutto il materiale inerente i dispositivi di protezione individuale. Vengono conteggiati, mediandoli per persona, i costi relativi a elmetti, scarpe anti-infortunistiche, guanti, occhiali, tute da lavoro. A queste voci è necessario, laddove sia obbligatorio, considerare il costo inerenti i corsi di formazione e di aggiornamento che il personale deve sostenere nell’anno.

Vi sono poi le attrezzature di stoccaggio, ovvero le voci di costo inerenti le infrastrutture che sono destinate ad “ospitare” la merce, come le scaffalature, le celle frigo, carri ponte, etc. Tali attrezzature hanno un loro ammortamento e un ulteriore costo, dove previsto, relativo alla manutenzione e ai controlli di sicurezza e certificazione che su di esse vengono applicati.

La tecnologia dell’informazione è fondamentale per una gestione corretta del magazzino, quindi i costi di acquisto e gestione dei Servizi di Information Technology (IT) rappresentano un’ulteriore voce. All’interno di questa vengono inseriti tutti i costi inerenti l’acquisto e manutenzione dei sistemi informativi gestionali (es. WMS – Warehouse Management System), dispositivi di lettura di codici (Pistole di lettura codici a barre o dispositivi Voice), stampanti per codici a barre, postazioni o terminali di imputazione dati. I dispositivi IT sono fondamentali per l’integrazione dell’azienda sia verso il proprio provider che verso clienti e fornitori in ottica di supply chain management.

Infine, vi è anche il materiale consumabile. Probabilmente è la voce più semplice da rilevare in quanto si riferisce a tutti quei prodotti (materiale per l’imballo, carta, penne, etichette, etc.) che sono necessari per una corretta gestione delle attività operative nel magazzino.

La somma delle voci esposte consente di identificare il costo di gestione ”in house” del magazzino. Il dato risultante può a questo punto essere mediato per giorno o per unità di carico. Avendo realizzato il calcolo del costo totale, la PMI è in grado di confrontare e decidere se è più conveniente una gestione diretta di alcune attività logistiche oppure, come spesso accade anche per le PMI, è più conveniente affidarsi a strutture esterne.

La ricerca, condotta tra il 2016 e il 2017, ha confermato quanto già rilevato nella letteratura, ovvero che l’outsourcing comporta il rischio di una perdita di competenza delle attività, di un rallentamento del processo decisionale, di una maggiore difficoltà nel controllo prestazionale, ma ha messo in evidenza due ulteriori fattori legati a una mancanza di informazioni sui servizi offerti dal 3PL e una mancanza di competenza sul corretto rilievo dei costi logistici interni.

Bibliografia

  • BokorZ., Markovits-Somogyi R., 2014, Applying Activity-based Costing at Logistics Service Providers, Periodica Polytechnica Transportation Engineering.
  • Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro, Costo Medio Orario per i Dipendenti da Aziende del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi. Ministero del Lavoro.
  • European Commission, 2014, Report on the public consultation on the “New SME Policy”, Small Business Act for Europe.
  • Pennstate University, 2014, 3PL Study: The State of Logistics Outsourcing.
  • Rapporto dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”, Politecnico di Milano.

A cura di: Andrea Payaro, Anna Rita Papa

Andrea Payaro

Ph.D. Business Management
Certified by European Logistics Association - ELA
Vice President SCM Academy

Consulente direzionale di Supply Chain Management, vice presidente SCM Academy è Lecturer presso l'Università della Transilvania e Membro del Comitato scientifico di International Conference on Contemporary Marketing Issues (Manchester University, Thessaloniki University)

Amministratice P&P Consulting & Service, consulente direzionale, si occupa di ricerche di mercato e marketing strategico.

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