La motivazione di McClelland applicata in azienda per i collaboratori

La motivazione presenta potenzialità applicative in diversi ambiti lavorativi e professionali, poiché valutare le motivazioni può risultare utile, per sostenere i soggetti nella scelta dei percorsi più consoni alle proprie potenzialità in base alla professionalità.

La motivazione può essere estrinseca ossia determinata da fattori esterni che possono essere il denaro, il successo, la posizione sociale, il riconoscimento degli altri, intrinseca invece proviene dal nostro mondo interiore, e si riferisce alla passione, all’amore per ciò che facciamo, il piacere che ne ricaviamo ed il senso di gratificazione.

Un autore in particolare che ha formulato una teoria sulle motivazioni è stato McClelland (1985), il quale ha innanzitutto chiarito come le dinamiche motivazionali siano causate dalla necessità di mantenere un rapporto ottimale tra persone e ambiente lavorativo. Secondo McClelland i comportamenti premiati dall’ambiente tendono a ripetersi, poiché la persona prima di agire, anticipa il risultato probabile e la sensazione di gratificazione associata.

Le motivazioni derivano dall’ interazione tra incentivi naturali e sociali, capaci di attivarsi per raggiungere una meta oppure evitare una situazione spiacevole. McClelland ha isolato tre aree motivazionali dominanti: l’affiliazione, il successo, il potere.

L’affiliazione consiste infatti nel ricercare e stabilire relazioni interpersonali, di amicizia e di intimità, si tende ad evitare situazioni di conflitto e ad assumere atteggiamenti propositivi.

Il bisogno di successo consiste nella ricerca di affermazione e di eccellenza, si tende a porsi obiettivi elevati, ma realistici.

Il bisogno di potere, infine, consiste nell’aspirazione ad occupare posizioni di leadership è importante offrire riconoscimenti ai collaboratori per le proprie capacità.

La teoria di McClelland ha orientato la costruzione del Test di Orientamento Motivazionale TOM L. Borgogni, L. Petitta e C. Barbaranelli (2004), che consente di delineare un profilo motivazionale in ambito organizzativo e di individuare le situazioni più adatte ad esprimere il proprio potenziale. Misura le inclinazioni che orientano il comportamento organizzativo. Il TOM è composto da quattro scale fondamentali:

  • Orientamento all’Obiettivo: valuta l’inclinazione a dare il meglio di sé quando ci si può misurare con compiti di difficoltà sempre maggiore e si riceve un feedback sulla prestazione resa;
  • Orientamento all’Innovazione: valuta l’inclinazione a dare il meglio di sé quando si può sperimentare cose sempre nuove e lavorare su più attività contemporaneamente, invece che su attività ripetitive;
  • Orientamento alla Leadership: misura l’inclinazione a dare il meglio di sé quando si possono assumere posizioni influenti e guidare gli altri;
  • Orientamento alla Relazione: misura l’inclinazione a dare il meglio di sé quando si può lavorare in gruppo e si può ricevere sostegno dai colleghi. A queste quattro scale se ne aggiunge una di Desiderabilità Sociale.

Uno strumento da poter utilizzare in azienda per migliorare il clima aziendale e la motivazione è il Team Building, questa metodologia si dimostra utile per raccogliere informazioni e conoscere come le persone percepiscono le problematiche. Si invitano le persone, tramite il Leader ad esprimersi in piena libertà e in un clima informale le proprie opinioni. In questa fase la sua rilevanza è quella di sondare le percezioni individuali rispetto al tema, il vissuto lavorativo anche in rapporto con i clienti.

Migliora la cooperazione all’interno della squadra con lo scopo di aumentare le sinergie tra colleghi verso un risultato comune, migliorare la capacità comunicativa all’interno del gruppo e la consapevolezza del proprio agire, permette di migliorare il senso di appartenenza e di identità aziendale, facendo comprendere l’importanza della coesione interna, in questo modo si promuove la relazione interna, sviluppando le capacità comunicative tramite la creatività.

Un altro metodo utilizzabile è il brainstorming come tecnica di creatività; fu ideato tra gli anni‘50 da Alex Osborn. Consiste in una discussione di gruppo e guidata da un leader il cui scopo è trovare e far emergere il più alto numero di idee possibile su un argomento precedentemente definito. Il brainstorming insiste soprattutto sulla capacità di produrre molte idee, diversificate e insolite, queste qualità sono amplificate dal lavoro condotto in gruppo i cui due punti vincenti sono “l’interazione fra le persone e la moltiplicazione dello sforzo di ciascuno con quello di un altro”.

Per gestire al meglio i collaboratori in un’ottica di amplificare la motivazione potrebbe essere per la gestione delle risorse umane di integrare un piano di sviluppo individuale. Gli elementi da tenere in considerazione sono:

  • Obiettivi: vanno definiti con cura e in modo preciso;
  • Contenuti: specifici ma flessibili, sempre adatti alla realtà aziendale;

affiancando il sistema della Total compensation con le seguenti forme di retribuzione per motivare i collaboratori:

  • risorse fisse come la retribuzione e
  • variabili come, ad esempio, premi produzione individuali e collettivi, riconoscimenti sociali come targhe, diplomi per l’impegno manifestato.

Bibliografia e sitografia

 

Articolo a cura di Massimo Dagnino

Profilo Autore

Lauree in Scienza della Comunicazione ed Advertising e in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi. È stato consulente per le Assicurazioni Generali in ambito sviluppo della clientela con gestione del personale addetto al Sales Channel. Autore del libro “Semiotica nella comunicazione aziendale applicata al marketing” edito Aracne Editrice. Il libro si è aggiudicato al concorso letterario della città di Cattolica 2017 il premio “Menzione d’onore”. Ideatore del Model Marketing 6WM (registrato presso il Ministero dello Sviluppo Economico), percorso formativo aziendale.
Nel 2017 su invito del Rettore, ha svolto un corso presso l’Università Uni Nettuno di Roma, inerente alla Comunicazione e Marketing Aziendale, visibile sul canale 812 di SKY. Ha collaborato con l’Università Uni Nettuno di Roma, in ricerche interne sulle seguenti materie: semiotica e comunicazione pubblicitaria. E' stato membro della giuria del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica, patrocinata dal CNR. Collabora in ricerche con il laboratorio di Neuromarketing, diretto dal prof. Vincenzo Russo dell’Università IULM di Milano.

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