Il Pressappochismo sistematico

Introduzione

In un gran numero di circostanze può capitare di imbattersi in lavori eseguiti in modo impreciso e inadeguato, servizi approssimativi, uffici o organizzazioni dove è palpabile un certo grado di sufficienza e una discreta mancanza di scrupolo e precisione. In sostanza si percepisce quello che può essere definito come “pressappochismo” che si riferisce all’idea di poter fare le cose “all’incirca” e dove domina il criterio del “più o meno”. A seconda dei contesti o delle circostanze il pressappochismo può produrre effetti relativamente seri con impatti limitati ma in altre occasioni un team, un’organizzazione o un ente o anche un singolo operatore che lavora facendo le cose “all’incirca” può causare danni molto gravi e costosi le cui conseguenze possono essere estremamente estese e profonde.

Il pressappochismo: definizione e ambiti

Il pressapochismo può essere descritto come il risultato dell’assenza di una diligenza ragionevole e di competenze nello svolgimento di un compito dovuto al mancato esercizio delle conoscenze, abilità o competenze richieste per una particolare attività, professione, impiego o posizione. Il pressappochismo è quindi un chiaro sintomo di negligenza. La negligenza si manifesta come uno stato psicologico-comportamentale-cognitivo caratterizzato dalla mancanza di rigore, dedizione, responsabilità e coinvolgimento. Questi comportamenti spesso nascondono un senso di distacco e disimpegno diffuso che può essere tollerato anche ad un livello dirigenziale a causa di una forma di negligenza diffusa e consequenziale.

Il pressappochismo può essere relativo o sistematico. Può essere definito come relativo quando si lega a fatti o eventi sporadici ed è spesso connesso alla mancanza di competenza e conoscenza in una situazione circoscritta. Il pressappochismo diventa sistematico quando è una condizione stabile e pervasiva e la mancanza di impegno, coinvolgimento e responsabilità appare come una caratteristica condivisa e diffusa interessando la maggioranza dei membri e delle attività dell’organizzazione. Il pressappochismo sistematico è sintomo di negligenza diffusa causata da scarsa soddisfazione sul lavoro e dalla mancanza di una sorta di sentimento di appartenenza e “cittadinanza” dell’organizzazione. Il pressappochismo relativo in generale deriva da un’incompetenza/incapacità tecnico-funzionale piuttosto che morale e questa incapacità tecnica di un dipendente di svolgere il proprio compito/dovere è spesso evidenziata proprio da atti negligenti. Un accumulo di piccoli episodi di incuria, d’altra parte, mostra una mancanza di adattabilità per il lavoro in questione e se questa negligenza individuale si estende a più compiti (negligenza estesa) può, infatti, denotare una mancanza di adattamento capacità per qualsiasi compito relativo a quel lavoro.

Spesso il pressappochismo dovuto a carenze di competenze adeguate può generare forme di pressappochismo colposo causato fondamentalmente da processi di selezione avversa (la persona sbagliata nel posto sbagliato), mentre quando diventa una strategia deliberata può assumere le caratteristiche del pressappochismo doloso. Le ragioni alla base del pressappochismo doloso possono essere svariate come ad esempio la volontà di danneggiare l’organizzazione. Inoltre dallo svolgimento deliberato in modo approssimativo e inadeguato di certi compiti o attività si possono addirittura generare delle costose dis-economie poiché ad esempio lavori fatti male possono essere fatti (e pagati) più volte.

Pressappochismo e negligenza

Il nesso fra pressappochismo e negligenza è fin troppo evidente. La negligenza può essere definita come l’incapacità deliberata di un dipendente di eseguire i compiti assegnati con atteggiamento di sufficienza. Il comportamento negligente presenta dei sintomi quali ad esempio lo scarso o nessun interesse nelle attività da svolgere. La negligenza non è semplicemente una scarsa buona volontà perché implica sempre un certo grado di consapevolezza che fa sì che i dipendenti negligenti si comportano deliberatamente al minimo livello di prestazione. La scarsa buona volontà non prevede necessariamente invece una prestazione inadeguata o insufficiente. Il comportamento negligente vuol dire scarso impegno e nessuna creatività e se le politiche organizzative che orientano i comportamenti non intervengono sui meccanismi che alimentano e che rendono la negligenza un atteggiamento praticabile, alla fine si innescherà una diminuzione della soddisfazione sul lavoro e del livello di impegno tra i componenti dell’organizzazione. Il modo in cui sono percepite le politiche organizzative è quindi un fattore critico per la comprensione del funzionamento organizzativo. Permettere passivamente che le condizioni nell’ambiente di lavoro si deteriorino a causa di interessi o sforzi ridotti, ritardi cronici o assenze, utilizzo del tempo aziendale per affari personali o aumento del tasso di errore significa generare una perversa spirale che alimenterà un pressappochismo sistematico diffuso che può diventare con il passare del tempo sempre più difficile da correggere e sradicare.

Pressappochismo e management

Il pressappochismo si lega ad alcune variabili quali:

  • le caratteristiche individuali;
  • le caratteristiche del lavoro;
  • la leadership percepita;
  • la complicità diffusa;
  • le condizioni di lavoro.

Una mancanza di leadership o una leadership poco chiara può provocare una riduzione del coinvolgimento, del senso di responsabilità individuale e del senso del dovere, mancanza di fiducia, lealtà e impegno reciproco. L’erosione del senso del dovere porta a disimpegnarsi dal proprio lavoro.

I membri di un’organizzazione possono provare una forma di senso di dovere sia come risultato di un impegno etico e ottenere un beneficio psicologico; da questo comportamento possono anche ottenere un beneficio materiale/economico. Se manca una o entrambe queste leve, ad esempio la persona ligia al dovere non viene valorizzata o perché a lavorare bene o male si ottiene lo stesso ritorno economico, allora si può generare una forma di alienazione e depressione fino ad una erosione anche dello stesso “valore” del lavoro. Il senso del dovere in questo modo potrebbe scomparire e lasciare il posto al pressappochismo. La mancanza di senso del dovere è tra le altre cose sintomo di insoddisfazione sul lavoro.

Il pressappochismo sistematico finisce con l’essere la conseguenza di una politica organizzativa inadeguata sia sotto il profilo dei mezzi che dei fini. Le politiche organizzative potrebbero essere particolarmente inefficaci e inefficienti per quanto riguarda la gestione per esempio degli atti compiuti dai dipendenti ovvero come vengono sanzionati o non sanzionati, gratificati o non gratificati. Ambiguità e un carente grado di efficacia sono le condizioni che influenzano la percezione delle politiche organizzative insieme ad obiettivi poco chiari, ambiguità nei ruoli e nelle responsabilità. Tutto questo contribuisce ad influenzare l’atteggiamento dello staff che si può muovere lungo due direttrici interconnesse: attività/passività e comportamento attivo/distruttivo. Queste due direttrici possono essere messe in correlazione in un diagramma (figura 1) da cui è possibile rilevare quattro aree di atteggiamento distinte.

Figura 1: caratterizzazione degli atteggiamenti

Da questo grafico è possibile rilevare in particolare come l’atteggiamento negligente che alimenta il pressappochismo sia la risultante, a gradazioni differenziate, di un comportamento contemporaneamente passivo e distruttivo.

I fattori

Come già detto, il pressappochismo è la conseguenza di atteggiamenti e comportamenti precisi, che possono essere circoscritti a pochi individui in determinati episodi e circostanze, ma può essere un fenomeno molto esteso fino a caratterizzare la “filosofia” tacita/esplicita operativa di un’organizzazione.

Le possibili soluzioni al pressappochismo si legano alla conoscenza dei fattori che possono concretamente e potenzialmente sottostare a determinati atteggiamenti e reazioni che vengono a realizzarsi nell’ambiente operativo. Tra questi fattori possono essere segnalati:

  • la soddisfazione sul lavoro – può dipendere ad esempio dallo stipendio attuale, dalle opportunità per ottenere delle promozioni, dalla percezione della gratificazione derivante dai risultati del lavoro, dalle condizioni e dall’ambiente di lavoro in genere;
  • l’impegno organizzativo – questo fattore si lega: (1) al desiderio di mantenere l’appartenenza all’organizzazione; (2) alla fiducia e all’accettazione dei valori e degli obiettivi dell’organizzazione; e (3) alla disponibilità a fare degli sforzi per conto dell’organizzazione;
  • negligenza e lassismo – disponibilità passiva e consapevole di far peggiorare i risultati del lavoro, ridotto interesse o sforzo sul lavoro, aumento del tasso di errore;
  • coerenza delle prestazioni – consapevolezza della qualità del lavoro e delle mansioni svolte.

Conclusioni: il dilemma del pressappochismo

Affrontare il problema del pressappochismo sistematico significa scontrarsi con valori e atteggiamenti spesso molto consolidati difficili da sradicare. Bisogna avere la forza in primo luogo di superare ad esempio pressioni di vario genere (tra le quali magari anche quelle connesse a interessi personali) o forme di pensiero con orizzonti fondamentalmente di breve termine. E’ necessario poi ideare un sistema di incentivi e sanzioni per ricostruire un senso di responsabilità e per imporre una volontà di conformarsi ad adeguati standard qualitativi sui risultati del lavoro nonché prevenire e al contempo individuare e punire tutte le condotte inammissibili e talora anche illecite. Tali condotte possono coprire uno spettro molto ampio di situazioni come ad esempio mentire, falsificare rapporti, dare e ricevere tangenti, accettare favori, i furti, i danni, l’uso personale dei beni dell’organizzazione, ecc…

Il pressappochismo sistematico si annida nella lassità delle maglie troppo larghe e dilatate di un’organizzazione e della sua politica gestionale: a monte del pressappochismo si colloca un conflitto irrisolto fra doveri e interessi, condizioni di lavoro inadeguate che finiscono con il tollerare e financo premiare l’irresponsabilità, l’assenza di obblighi concreti e la troppa discrezione che alimenta l’indolenza e consente di rinviare l’adempimento del proprio dovere o il suo svolgimento in modo approssimativo.

Il pressappochismo sistematico, nel peggiore dei casi quando è doloso e consapevole, può produrre magari qualche ritorno nel brevissimo periodo a coloro che lo praticano e che lo tollerano ma conduce ad un progressivo impoverimento delle prestazioni di un’organizzazione (figura 2).

Nel nostro Paese purtroppo questo fenomeno è abbastanza sottovalutato e spesso associato ad una certa atavica “arte di arrangiarsi”. Questo porta a considerare che il pressappochismo sia alla fine qualcosa di normale ed accettabile soprattutto in alcuni settori e nelle relative organizzazioni. In primo luogo si finisce con il ritenere che il pressappochismo, la negligenza, la superficialità siano elementi prevalenti in queste organizzazioni.

Figura 2: i costi del pressappochismo sistematico

In secondo luogo, anche quando magari i media portano alla luce gli effetti nefasti del pressappochismo sistematico relativamente a casi specifici, alla fine tutto questo viene considerato come qualcosa di inevitabile, come un effetto collaterale di un certo stile nel fare le cose: in conclusione il pressappochismo spesso non è molto diverso dal fare le cose con scrupolo, precisione e competenza.

In terzo luogo, anche se tutti sappiamo che chi lavora con approssimazione e negligenza è una figura negativa e che può provocare danni e costi notevoli con il suo comportamento (e quindi anche potenzialmente pericolosa), alla fine spesso diventa una figura invece tollerata e in qualche caso anche giustificata.

Infine, cosa più importante, il pressappochismo sistematico, quando diventa uno stile e una filosofia, può alimentare una condotta organizzativa negativa che viene alimentata, giustificata e amplificata da una pletora di organizzazioni, strutture, sistemi e processi decisionali e operativi che sono pervasivi nelle organizzazioni e che sono quindi generalmente responsabili della parallela pervasività del pressappochismo. Questo può aiutare a comprendere perché, proprio a causa di questa pletora di strutture, sistemi e processi, il pressappochismo in Italia è così diffuso e perché staff e management delle organizzazioni coinvolte possono essere suscettibili a perpetrarlo e la gente comune alla fin fine a tollerarlo.

 

Articolo a cura di Carmelo Cannarella e Valeria Piccioni

Profilo Autore

Tecnologo del CNR-ISB - Istituto per i Sistemi Biologici. Si occupa di trasferimento tecnologico, divulgazione, facilitazione, disseminazione e movimentazione di innovazione e conoscenza con particolare riguardo ai processi di sviluppo locale.

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Tecnologo del CNR-ISB - Istituto per i Sistemi Biologici. Si occupa di trasferimento tecnologico, divulgazione, facilitazione, disseminazione con particolare riguardo ai rapporti fra ricerca e impresa.

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