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Il Futuro della Leadership

Tra i suoi strafamosi aforismi, Albert Einstein ce ne ha offerto uno che calza a pennello sull’argomento in questione:

“I problemi non possono essere risolti con lo stesso modo di pensare che li ha creati.”

Questo è sacrosanto… sta dicendo che se un problema viene generato partendo da un certo livello di pensiero o di coscienza, sarà impossibile risolverlo rimanendo a quel livello. Eppure, questo è ciò che facciamo continuamente ed è il motivo per cui o non riusciamo ad uscire veramente mai da una situazione problematica, oppure si tratterà di una soluzione palliativa che cadrà al primo ulteriore intoppo.

Un’altra citazione, questa volta di Henry Kissinger, recita:

“Il compito di un leader è quello di portare le persone da dove si trovano a dove non sono mai state prime.”

Sottoscrivo totalmente questa interpretazione della leadership, che sottintende un ulteriore passaggio e cioè che per arrivare laddove non si è mai stati prima occorre superare gli inevitabili ostacoli che si presentano lungo la via. Pertanto, il leader viene quasi universalmente riconosciuto come colui che non solo ha le capacità e le risorse per vincere tali difficoltà, ma anche e soprattutto di stare sul pezzo e mostrare la via a chi lo segue, abbattendo ogni forma di negatività che fatalmente viene sollevata dai più deboli.

Noi operiamo su quattro livelli, che possiamo chiamare anche piani di esistenza, ma ne privilegiamo uno in particolare, col quale siamo allineati in funzione del nostro livello di crescita. La seguente piramide illustra questi quattro piani:

Questa seconda piramide, invece, definisce le varie tipologie di leader in funzione del piano di esistenza in cui operano prevalentemente:

In questa terza piramide, invece, vengono riportati i tipi di intelligenza che i leader sono tenuti a sviluppare per essere allineati con il piano di esistenza in cui si trovano ad operare:

Vediamo ora le caratteristiche delle varie tipologie di leadership.

Piano Materiale – Leader Condottiero – Intelligenza Tecnica

Il piano Materiale si riferisce a questo mondo fisico, con tutte le problematiche, le crisi e i conflitti che esso produce. Fatta eccezione per qualche anima particolarmente illuminata, questo è il livello che si è usato dall’inizio dei tempi.

La peculiarità di questo livello è una visione sostanzialmente ostile della realtà che ha portato alla formazione di un particolare paradigma, quello de “Il nemico è la fuori!”. In questo “mondo”, tutto ciò che non aderisce alle nostre specifiche esigenze viene visto come un nemico da neutralizzare, a partire da tutto ciò che valutiamo come minaccia per la nostra integrità fisica, emozionale, mentale o spirituale.

Con un tale modello del mondo, verrà riconosciuto come leader colui che si assume il ruolo di Condottiero, che si sente in grado di affrontare le minacce esterne grazie alle proprie conoscenze, alla propria esperienza, alle proprie doti caratteriali e tutto ciò che contribuisce allo sviluppo di un’intelligenza prevalentemente Tecnica, capace di interagire in modo efficace con la realtà Materiale in cui siamo immersi.

Piano Relazionale – Leader Ispiratore – Intelligenza Emotiva

Da qualche decennio a questa parte, grazie anche ad una maggiore scolarizzazione e ad importanti conquiste sindacali, il rapporto tra leader e collaboratori ha subito profondi cambiamenti. La figura del leader super-uomo che ha risposte per tutti e per ogni cosa viene messa pesantemente in discussione; anche nelle aziende, i sottoposti non ci stanno più a subire un’autorità spesso avvalorata unicamente dal ruolo o dalla posizione ricoperti.

Una ventina di anni fa, Daniel Goleman, psicologo americano, ha codificato quelli che sarebbero diventati i capisaldi di un nuovo tipo di intelligenza, cosiddetta Emotiva, che si separa nettamente da quella tradizionale, cognitiva e tecnica, e che si basa sulla capacità di interagire più efficacemente con se stessi e gli altri grazie allo sviluppo di competenze definite “emotive”, appunto. Lo sviluppo di tali competenze, che tutti noi abbiamo, ha ribaltato il concetto stesso di leadership. Intanto, il paradigma “Il nemico è là fuori” si è trasformato in “Il nemico è qui dentro”, per cui le problematiche che appaiono come esterne non sono che proiezioni di debolezze e fragilità interiori, che vanno ovviamente superate a livello individuale.

Il “da farsi” non viene più imposto dall’alto, ma condiviso coi sottoposti che vengono a loro volta incoraggiati ad intraprendere un percorso di crescita personale. Il leader viene qui visto come l’Ispiratore di stati emozionali e di cambiamenti a livello strategico che coinvolgono direttamente tutte le parti in causa.

Piano Mentale – Leader Visionario – Intelligenza Sistemica

Quasi contemporaneamente alla formulazione di una Intelligenza Emotiva, Peter M. Senge, professore presso la MIT Sloan School of Management, teorizza il pensiero sistemico, un modo assolutamente innovativo di leggere ed interpretare gli eventi della nostra vita, compreso l’ambito aziendale.

Necessariamente, il pensiero sistemico stimola lo sviluppo di una terza tipologia di intelligenza, definita appunto Sistemica, che presuppone una visione molto diversa della realtà.

Innanzitutto, viene del tutto rimosso il concetto di “nemico”, sia esso interno che esterno, tipico delle precedenti due intelligenze. A livello Materiale, infatti, il nemico è tutto ciò su cui non abbiamo controllo. Questa vera e propria trappola mentale deriva da una visione della realtà sostanzialmente governata dal caos, per cui gli eventi sono del tutto casuali e vanno affrontati volta per volta. Al secondo livello, quello Relazionale, la visione della realtà è meno paranoica e parte dal presupposto che essa può essere in parte piegata in funzione della nostra capacità di dominare le varie situazioni da un punto di vista emotivo.

L’Intelligenza Sistemica si basa invece sul fatto che la realtà è in effetti una struttura perfettamente organizzata, viva, sostenuta da leggi e principi ferrei, che risponde ad ogni nostra azione. Pertanto, la conoscenza delle dinamiche che regolano le interazioni tra noi e questa “cosa” che chiamiamo realtà, ci consente di avere un controllo molto più alto: il nemico non ha più ragione d’essere.

I leader che operano a questo livello sono ancora molto rari e questa è senza dubbio la nuova frontiera della leadership che si sta aprendo OGGI. Infatti, quei pochi leader vengono definiti Visionari non tanto in virtù della loro capacità di sognare, ma di trasformare in realtà i loro sogni, poiché questo è ciò che la conoscenza delle dinamiche dei sistemi consente loro di fare.

Piano Spirituale – Leader Mistico – Intelligenza Trascendente

Questa tipologia di leadership esiste già, e non da ora; ma in questa nostra realtà ancora prevalentemente materiale, essa viene relegata ad una dimensione esclusivamente spirituale, del tutto avulsa dalla nostra. Tuttavia, se non altro che per estrapolazione, è difficile non vedere in essa il futuro della leadership.

Non è possibile negare che l’umanità si stia muovendo in quella direzione. Mai prima nella storia dell’uomo si è visto un anelito così potente verso tutto ciò che è spiritualità, nelle sue forme più disparate. E perfino la scienza, soprattutto la fisica quantistica, sembra dare conferme sempre più impressionanti a saperi e saggezze tramandati nei millenni e fino ad oggi relegati alla mistica o all’esoterismo.

Tutto lascia pensare che quello sia il destino finale dell’umanità, ossia un piano di esistenza regolato da leggi superiori che richiederà la formazione di leader Mistici, cioè competenti in dinamiche spirituali e che grazie allo sviluppo di un’Intelligenza Trascendente sapranno condurci verso una realtà che avremo il potere di creare noi stessi.

Ma tornando ad oggi, ed escludendo quest’ultimo piano di esistenza, vediamo come i vari livelli interagiscono fra loro, partendo dallo schema riportato qui sotto.

Ogni piano è al tempo stesso “effetto” del livello superiore e “causa” di quello inferiore. In altre parole, gli eventi che si manifestano ad ogni piano sono il risultato di situazioni che si verificano al livello superiore. Il paradosso che salta subito agli occhi guardando la figura è che sebbene il livello Materiale sia quello in cui il 90% delle persone opera per il 90% delle volte, è anche quello che offre meno soluzioni. Essendo puro effetto, nessun reale cambiamento (se non palliativo) può essere realizzato da qui.

Ѐ come guardarsi allo specchio. Io sono la causa e l’immagine riflessa è l’effetto. Finché non cambio qualcosa in me (causa), l’immagine (effetto) non può cambiare, eppure il leader Condottiero “spaccatutto” si fisserà proprio sull’effetto, il nemico. Otterrà, se è proprio bravo, qualche risultato temporaneo a livello Materiale, ma gettando al tempo stesso il seme per future crisi.

Per cambiare veramente qualcosa, limitando al massimo le forzature sistemiche che generano crisi e conflitti, occorre risalire al livello superiore, la causa, lavorare sull’Intelligenza Emotiva, ed intervenire lì. Lo stesso concetto vale naturalmente anche per il livello Relazionale e quello Mentale.

Questo è ciò che intendeva Einstein nel suo aforisma.

E secondo l’aforisma di Kissinger, questi diversi piani di esistenza sono il posto dove le persone non sono mai state prima e dove un leader è chiamato a portarle.

Se vuoi saperne di più sulle dinamiche dei sistemi, puoi consultare i seguenti libri:

  • Lavorare con Intelligenza emotiva – Daniel Goleman, ed. BUR Rizzoli – 2000
  • I 5 principi del successo aziendale – A. Carli, ed. Franco Angeli – 2003
  • La Quinta Disciplina – Peter M. Senge, ed. Sperling & Kupfer – 2006
  • La leadership centrata sui principi – Stephen R. Covey, ed. Franco Angeli – 2009
  • Leadership e visione creativa – Robert Dilts, ed. Guerini Next – 2016

oppure puoi consultare il mio sito che è ricco di risorse che vertono su questo tema: www.alessandrocarli.it/italiano/home

A cura di: Alessandro Carli

Alessandro Carli è un trainer e coach italocanadese che da quasi trent’anni opera nel settore del personal development.

Durante questo arco di tempo ha avuto modo di lavorare molto da vicino con migliaia di persone tra imprenditori, dipendenti, privati e studenti, ciò gli ha permesso di farsi un’idea piuttosto chiara sul funzionamento della realtà in cui tutti operiamo, individuando degli schemi che si ripetono nei diversi contesti delle nostre vite.

Dal 2012 si è dedicato allo sviluppo di una vera e propria “disciplina”, quella delle dinamiche dei sistemi che, applicata al coaching e/o alla formazione in senso lato, può consentire a chiunque di scendere alla radice delle problematiche che ci troviamo tutti ad affrontare quotidianamente e risolverle a quel livello.

Ha pubblicato due libri con Franco Angeli, “I 5 principi del successo aziendale”, 2003; ed “E la borsa e la vita”, 2008, nonché diversi e-book dedicati alle dinamiche dei sistemi, sia in italiano che in inglese.

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