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“Notare assieme”: la capacità di osservare, di percepire, di vedere

Spesso non è sufficiente osservare un singolo “brano” o “spezzone” di un film per capirlo tutto. Allo stesso modo, non sarà una singola parte di informazione a farci capire una persona.

Una visione d’insieme permette di costruire un “Information Fusion Centre” (come definito nel gergo strategico), o centro di convergenza delle informazioni, dove queste vengono correlate l’una con l’altra alla ricerca di significati.

Facendo convergere le varie informazioni, possiamo notare

  • Sinestesie – Fusione in un’unica sfera sensoriale delle percezioni di sensi distinti (esempio di sinestesia comunicativa sono le frasi “un vino vellutato”, o un “leader di ferro”)
  • Disestesie / Non-sinestesie (es: “la sposa aveva un alito orribile”). In questa sfera della comunicazione notiamo le incoerenze tra l’immagine idealizzata di una persona o di un ruolo, e suoi “elementi di verità” per come emergono nella realtà dei fatti. In medicina, La disestesia è in campo medico un effetto comune che scaturisce quando si manifesta una lesione al livello del midollo spinale; viene definita anche come allucinazione tattile. Nella comunicazione è in sintesi un “cattivo abbinamento”, o una frase di cattivo gusto, o altro elemento dissonante e confondente. Nella situazione attuale, più la norma che un’eccezione. E’ facile trovare in autostrada in questi giorni cartelli pubblicitari che ti dicono “Sei in un Paese bellissimo” e guardarsi attorno e vedere pattume e camion a perdita d’occhio.
  • Dissonanze cognitive (ragionamenti che si contraddicono, o credenze che confliggono con comportamenti manifesti osservabili)
  • Dissonanza comunicative (messaggi tra di loro incoerenti)
  • Narrativa. Quale “storia” viene raccontata o proposta. Contro quale altra “storia” compete o cerca di posizionarsi?

Dissonanze tra espressioni

La comunicazione olistica si occupa di cercare coerenze e incoerenze tra i diversi piani espressivi. In particolare tra le espressioni:

  • Linguistiche – le parole usate, le frasi, la parte “linguistica” della comunicazione
  • Paralinguistiche – velocità o lentezza del parlato, energia vocale, toni, accenti
  • non verbali – espressioni del volto, movimenti del corpo, tic, abbigliamento e tanto altro.

Comunicazione interna all’individuo stesso

La comunicazione olistica è anche un’esame del dialogo interno, le voci interiori alla persona, i rapporti tra quanto la parte “razionale” vorrebbe dire e cosa invece la componente subconscia e inconscia fa trasparire.

Possiamo avere una persona che ci dice “tutto ok” ma con lo sguardo basso e il tono mogio, e con questo farci capire involontariamente che non è per niente tutto ok. Il problema diventa quando la persona dice a se stessa che è tutto ok per nascondere una realtà che non conosce o con la quale non sa come fare i conti. Per fare i conti con la propria realtà interna bisogna farla uscire. E per farla uscire serve qualcuno in grado di recepire il nostro flusso interiore, persino le voci che a volte noi stessi facciamo fatica ad ascoltare.

Chi sa fare da contenitore emotivo, inevitabilmente diventa “maieuta”, nel senso di aiutare l’altro a far emergere quanto ha dentro, di buono o di cattivo, di ottimistico o pessimistico. Non importa, basta che emerga.

Migliorare la capacità di ascolto non è quindi solo un obiettivo nel dialogo tra persone, ma anche e soprattutto nell’ascolto interno, il capire come siamo fatti e dare spazio alle nostre voci.

Il sogno è un modo che il cervello adotta per far emergere messaggi latenti che la parte razionale spesso o non accetta o non ha elaborato, o desideri che la persona si vieta di avere ma in realtà ha.

Per fare esercizio di connessione tra le varie componenti psichiche, prova a rispondere a queste domande

Se la tua vita fosse un film, in che parte saremmo ora? E che genere di film è? Proviamo a immaginarne delle varianti… Se fosse il puro ragionamento a dominare, la razionalità, cosa avresti fatto? Se fossero state di più le emozioni e le passioni, cosa avresti fatto? E se fosse stata la tua parte più materiale? E quella spirituale?

Prova a visualizzarti in varie modalità, racconta queste modalità ad un amico o coach, con tutti i dettagli che riesci ad osservare ad occhi chiusi.

Probabilmente, in uno di questi esercizi si aprirà uno spiraglio di illuminazione (insight) che è una delle peculiarità ricercate o fini della comunicazione olistica.

A cura di: Daniele Trevisani

Daniele Trevisani, pioniere italiano negli studi sulla Comunicazione e Fattore Umano, Formatore Senior, è stato insignito del premio Fulbright (Governo USA) per le sue ricerche sulla comunicazione interculturale e comunicazione internazionale

Opera come formatore e coach dal 1987 iniziando come Lecturer in Semiotica e Comunicazione presso la University of Hull (UK).

Specialista in Coaching e Mentoring, scrittore, laureato con Lode in DAMS, indirizzo sperimentale in Comunicazione, specializzatosi con onori accademici negli Stati Uniti conseguendo il Master in Communication alla University of Florida (USA).

Oltre  20.000 ore di training tenuti in aziende e organizzazioni, coaching internazionale e 10 pubblicazioni ne fanno tra i principali esperti e Senior Trainer europei in diverse aree della comunicazione, psicologia e potenziale umano. Le sue ricerche spaziano dalla psicologia e comunicazione operativa in ambienti ad alto rischio, al crisis management, fino alla leadership e alle neuroscienze e la comunicazione interculturale.

Ha operato come formatore, coach, Training Manager e speaker per istituzioni quali le Nazioni Unite, in 10 Master Universitari e Business Schools, in oltre 200 aziende Europee, in azioni di formazione mirata di High Potentials, sino al Coaching Senior per Comandanti di Navi, Comandanti di Missioni ONU, Amministratori Delegati e Top Manager di imprese tradizionali e tecnologiche, ed Istituti di Ricerca. Dirige le attività di www.studiotrevisani.it e le relazioni con consulting internazionali presso www.danieletrevisani.com

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