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La creatività al servizio del Problem Solving

La creatività è la capacità di innovare, è il punto di partenza per il miglioramento. La creatività ci porta a identificare nuove soluzioni o a sviluppare nuove idee. L’innovazione, direttamente collegata alla creatività, consiste nel trasformare queste idee e soluzioni in azioni. La domanda importante è: noi siamo creativi? Ognuno di noi potrebbe rispondere con un ‘sì’ o un ‘no’ in base alla percezione che ognuno ha di sé stesso.

Prima di darvi la mia interpretazione voglio soffermarmi sul concetto di creatività. La creatività non è solo creare qualcosa che prima non c’era ma è, anche e soprattutto, modificare ciò che in realtà già c’era. Si avrebbe la possibilità di ottenere qualcosa di diverso da ciò che c’era prima ed è in questa diversità che è insito il concetto di innovazione. Ritorniamo alla nostra domanda e ve ne propongo un’altra. Quanti di voi hanno, anche solo lievemente, modificato qualcosa, che sia un processo o un’attività? Probabilmente pochi se non nessuno potrà rispondere ‘io no’. Va di conseguenza che tutti noi, anche forse in modo inconsapevole, siamo, nel nostro piccolo, dei creativi. Ci saranno poi quelli che hanno un talento naturale per la creatività, come ad esempio gli artisti. Ci saranno anche quelli che hanno molte idee creative ma hanno difficoltà nel darne concretezza. La soluzione potrebbe essere quella di imparare le regole della creatività e apprenderne gli strumenti basilari. Sì, perché anche nella creatività ci sono delle regole che – se seguite – potranno darci la possibilità di ottenere migliori risultati o dare consistenza al nostro sforzo creativo. La creatività è l’introduzione di regole e attività atte al miglioramento o alla creazione di soluzioni tramite l’ausilio di competenze personali.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al proliferare di articoli e libri su questo argomento. In questo panorama credo che il più autorevole autore sia Edward De Bono, che ha introdotto strumenti quali “Sei cappelli per pensare” e “Pensiero laterale”. Apprendere le tecniche potrebbe essere relativamente semplice, bisognerà comprenderne i concetti basilari ed esercitarci nell’applicarli. Ci sono, però, altri fattori che possono determinare il successo delle nostre iniziative, che fanno parte del nostro carattere e su cui dovremo porre particolare attenzione.

  • Positività. Lo spirito con cui affrontiamo la vita, deve essere improntato all’ottimismo e all’entusiasmo. Ottimismo perché solo con una visione positiva della vita saremo più ricettivi agli stimoli, più propositivi ed in grado di valutare quali potrebbero essere i risultati delle nostre azioni. I pessimisti invece vedranno tutto ciò che potrà non funzionare e di conseguenza non partiranno nel finalizzare l’atto creativo.
  • Coraggio. Per fare qualcosa di diverso bisogna avere il coraggio di rompere gli schemi, a volte anche cambiare il nostro paradigma mentale. Solo in questo modo saremo in grado di andare incontro a una nuova dimensione della nostra realtà o del nostro essere per avere la possibilità di cogliere nuove opportunità. Non tutti saranno in grado di uscire dalla propria zona di comfort per la paura di un futuro su cui non hanno certezze.
  • Resistenza. L’atto creativo potrà non consentirci di ottenere i risultati auspicati in tempi rapidi. In queste circostanze quale potrebbe essere la nostra reazione? Potremo essere scoraggiati ed abbandonare rapidamente l’idea che stavamo sviluppando: in questo caso l’importanza del risultato e la conseguente motivazione, con molta probabilità, erano molto basse o non vi abbiamo creduto abbastanza. Potremo, invece, perseverare nel nostro sforzo creativo, perché crediamo in noi, nella forza delle nostre idee e nelle nostre capacità. Se Thomas Edison non avesse creduto nella sua lampadina, pensate che sarebbe riuscito ad inventarla dopo 1.600 tentativi falliti?
  • Curiosità. Uno dei fattori primari della creatività sono le informazioni. Non si può trovare qualcosa di innovativo senza avere informazioni da applicare in un determinato ambito. Dobbiamo scoprire e riscoprire il piacere di acquisire le informazioni attraverso letture e osservazioni ma l’elemento più caratterizzante è la curiosità. Senza curiosità non saremo attenti al nostro obiettivo, non potremo approfondire la conoscenza e il nostro subconscio non saprà elaborare in modo opportuno gli stimoli che potranno pervenirci dall’esterno.

Il successo è definito anche da fattori esterni alla persona, tipicamente caratterizzati dall’ambiente circostante. Se chi ci circonda, familiari e/o azienda, è critico nei nostri confronti, per cui non consono al nostro sforzo creativo, con molta probabilità saremo più propensi ad abbandonare la nostra iniziativa piuttosto che a proseguire. Come detto lo sforzo creativo può essere stancante; un ambiente opprimente potrebbe essere deleterio. Non a caso viene detto che “dietro grandi uomini ci sono grandi donne” (e viceversa), perché i partner consentono di instaurare un clima sufficientemente sereno e di supporto per permettere un corretto sviluppo di tutte le attività.

Come può essere inserita la creatività nell’ambito del Problem Solving? Il Problem Solving – preceduto dal Problem Setting, per l’identificazione e la categorizzazione del problema – tenta di eliminare le cause per ristabilire una determinata situazione. Una volta identificato il problema quale potrebbe essere la tecnica più immediata da mettere in atto? Tendenzialmente si tentano di mettere in pratica le proprie conoscenze ed esperienze in materia, eventualmente confrontandosi con colleghi. Nulla di più sbagliato si cela dietro questa tecnica, oramai consolidata in molti ambiti. Perché siamo troppo vincolati dalle nostre conoscenze, che non ci permetteranno di valutare soluzioni radicali che potrebbero risolvere il problema in modo definitivo. In tale contesto una soluzione, estremamente semplice, derivante sempre dalle tecniche di creatività è quella di confrontarsi con chi del contesto relativo al problema non ha nessuna conoscenza poiché riuscirà a spaziare meglio, nel campo delle possibili soluzioni, di chi è vincolato dalle proprie conoscenze. La creatività con le tecniche, ad esempio, del pensiero laterale, allargando lo scenario di riferimento, aiuterà a definire meglio possibili soluzioni. È una componente fondamentale per la soluzione dei problemi, per cui ci dobbiamo appropriare di queste tecniche al fine di perseguire risultati di maggior successo.

Le tecniche di creatività applicabili in vari contesti, per lo sviluppo di idee, nuove soluzioni, per creare nuove alternative e per risolvere i problemi, per la loro semplicità dovrebbero essere insegnate in tutti i contesti organizzativi, nell’ottica di un continuo miglioramento di attività e soluzioni.

 

Articolo a cura di Antonio Bassi

Antonio Bassi, PMP®. Dopo aver dedicato 25 anni in aziende di natura bancaria, informatica, telecomunicazioni e della consulenza, approda in SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), dove è docente di Project Management sia nella formazione di base che nella formazione continua. Responsabile del Master SUPSI in Project, Program e Portfolio Management. Presidente dell’Associazione di Project Management-Ticino (APM-Ticino).

Autore dei libri:

  • Il ruolo del Project Manager – Franco Angeli 2006
  • Gestire l’innovazione nelle PMI - Il Project Management come competenza manageriale – Franco Angeli 2007
  • Il valore strategico della comunicazione nel project management – Franco Angeli 2007
  • Project Manager al lavoro: strumenti e tecniche – Franco Angeli 2009
  • Partecipare a un progetto – ETAS 2010
  • Maturità nei progetti – Franco Angeli 2011 (prefazione di R. Archibald)
  • Knowledge e Project Management, Springer, 2017
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