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Gli elementi della motivazione personale

La motivazione è la forza interiore che spinge l’individuo a progredire trasformando l’apatia in interesse, l’ozio in dinamismo, la mediocrità in eccellenza, il pessimismo in fiducioso ottimismo, l’insicurezza in coscienza delle proprie possibilità; permettendo, quindi, di raggiungere risultati anche inaspettati.

La motivazione è il fattore primario del nostro successo.
Ma come facciamo ad essere motivati? Non certamente attraverso stimoli esterni: in tal caso, infatti, sarebbe la motivazione di qualcun altro. Nelle organizzazioni si viene motivati, generalmente, attraverso incentivi economici. È uno stimolo effimero, uno stimolo che durerà esattamente l’istante in cui ci viene comunicato, per poi dissolversi. Le organizzazioni farebbero meglio a conoscere le persone, a percepirne le motivazioni per poi metterle a servizio dei risultati. In questo modo, le motivazioni di entrambe le parti potranno coincidere e il massimo risultato è garantito.

Risulta, in tal modo, prioritario comprendere le motivazioni delle persone, affinché possano dare uno scopo al loro vivere. Triste è l’uomo che vive senza motivazioni, senza passioni. Provate a chiedere alle persone quali siano le loro motivazioni, quelle importanti: in molti casi non sapranno cosa rispondervi. A volte vivranno in uno stato di sfiducia e di frustrazione senza coglierne il motivo. La motivazione dà un indirizzo e uno scopo alla nostra vita, permetterà di concentrare le energie su ciò che è importante. Queste motivazioni, poi, potranno subire dei cambiamenti perché è nella natura dell’uomo rimanere inappagato e da questo perenne stato di insoddisfazione si carica la molla che fa crescere e progredire.

Elementi fondamentali ai fini della motivazione sono: l’atteggiamento, la fiducia e l’autostima.
Altrettanto importante è la mina vagante della demotivazione.

  • L’atteggiamento “è uno stato di prontezza mentale e neurologica, organizzato nel corso dell’esperienza, che esercita un’influenza direttrice o dinamica sulle risposte di un individuo a tutti gli oggetti e situazioni con cui è in relazione” (Gordon Allport). È la nostra ‘visione del mondo’, un ‘modello di pensiero’ o una ‘concezione della vita’. Ci guida nelle nostre scelte permettendoci di determinare i nostri obiettivi e, in definitiva, la direzione della nostra vita. In base al nostro atteggiamento saremo in grado di valutare positivamente o negativamente ciò che ci circonda. Gli atteggiamenti sono inestricabilmente legati al comportamento ed è da qui che deriva la loro importanza.
  • La fiducia in se stessi è il risultato di una valutazione positiva di fatti e circostanze che portano la persona a confidare nelle proprie possibilità; questo generalmente produce un sentimento di sicurezza e di tranquillità, che consente di accettare le sfide che ogni giorno la vita propone, con la convinzione di poterle affrontare e superare con successo.
  • L’autostima è l’“insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso” (Battistelli, 1994). È quel fattore che permette alle persone di porsi degli obiettivi e di perseguirli con determinazione. Pertanto, chi ha un elevato livello di autostima è proiettato verso il futuro, non vive di rimpianti e non si dispiace del tempo che passa senza riuscire a realizzare i propri obiettivi. L’autostima non ha come diretta conseguenza la presunzione, ma è la capacità di valutare le proprie possibilità e capacità come anche i propri limiti e difetti.
  • La demotivazione nasce anche da una mancanza di fiducia e di stima in se stessi. La diffidenza e il pessimismo possono creare la sensazione di considerarsi inadeguati e non all’altezza della situazione.

Allargando il campo d’azione della motivazione, possiamo entrare anche nel merito delle qualità delle persone, quali quelle morali, fisiche e sociali.

  • Qualità morali:
    • coraggio – la virtù che consente di superare la paura del nuovo, la pigrizia per metterci in cammino, le sconfitte che potrebbero minare sin dalle fondamenta la nostra voglia di ‘risultato’ e le delusioni che inevitabilmente si affacceranno e che dovranno essere prontamente rigettate vedendole come un ineluttabile risultato del nostro agire;
    • ambizione – la volontà di raggiungere importanti traguardi, in ambito sociale, e la conseguente combattività che ci consentirà di essere più resistenti;
    • spirito di perfezionamento – l’apertura alla critica, considerandola sempre come un importante elemento di apprendimento. È anche la capacità di mettersi sempre in discussione, di non reputarsi mai ‘arrivato’ per migliorarsi continuamente;
    • essere esigenti – non rassegnarsi mai alla mediocrità. Definire sempre degli obiettivi da raggiungere ed impegnarsi per soddisfarli;
    • entusiasmo – senza di esso saremo perduti, ‘nulla di grande avrebbe mai potuto essere’. “L’entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo” (Bertrand Russell). Si manifesta con il calore dei rapporti, il tono della voce, lo slancio delle parole, la nostra convinzione;
    • autonomia – la capacità di prendere gli impegni nelle proprie mani, di prendere iniziative, di prendere decisioni senza indugi. È la sensazione di sentirsi liberi di agire forti delle proprie capacità;
    • sincerità – consiste, come anche la franchezza, nel pensare tutto ciò che si dice e non nel dire sempre tutto ciò che si pensa;
    • assertività – la predisposizione di spirito mediante la quale una persona esprime tutto ciò che pensa sempre nel rispetto dei diritti delle altre persone.
  • Qualità fisiche: la buona salute è senza dubbio la premessa perché una persona possa essere in armonia con il ‘sé’ e con il mondo. Altri due fattori fondamentali sono la serenità dei comportamenti e l’energia vitale che accompagna le azioni con elevato dinamismo e spirito d’iniziativa.
  • Qualità sociali:
    • metodicità – permette di scegliere la miglior iniziativa in base ai risultati che si vogliono ottenere; dà ordine alle azioni da intraprendere e le controlla;
    • immaginazione – la capacità di trovare nuovi approcci, mitigata sempre con il senso della realtà e con la capacità di giudizio;
    • buon senso – essere sempre coerenti e saper affrontare i problemi che posso nascere in tutte le nostre azioni.

Come si può evincere, la motivazione, in un contesto personale, è una qualità che non può essere instillata dall’esterno ma nasce nella persona, vive nella persona e si alimenta nella persona. Dobbiamo prendercene cura.

Per sintetizzare, i quattro elementi fondamentali possono essere così descritti:

  • avere fiducia in sé stessi – essere realisti e conoscere i propri limiti;
  • saper determinare i propri obiettivi – solo chi ha un obiettivo sarà in grado di dare una forma alla propria vita;
  • avere forza di volontà – non scoraggiarsi mai e imparare sempre dai propri errori
  • essere ottimisti – il motto dovrà essere: “Niente è così grave da non potervi trovare rimedio!”

 

Articolo a cura di Antonio Bassi

Antonio Bassi, PMP®. Dopo aver dedicato 25 anni in aziende di natura bancaria, informatica, telecomunicazioni e della consulenza, approda in SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), dove è docente di Project Management sia nella formazione di base che nella formazione continua. Responsabile del Master SUPSI in Project, Program e Portfolio Management. Presidente dell’Associazione di Project Management-Ticino (APM-Ticino).

Autore dei libri:

  • Il ruolo del Project Manager – Franco Angeli 2006
  • Gestire l’innovazione nelle PMI - Il Project Management come competenza manageriale – Franco Angeli 2007
  • Il valore strategico della comunicazione nel project management – Franco Angeli 2007
  • Project Manager al lavoro: strumenti e tecniche – Franco Angeli 2009
  • Partecipare a un progetto – ETAS 2010
  • Maturità nei progetti – Franco Angeli 2011 (prefazione di R. Archibald)
  • Knowledge e Project Management, Springer, 2017
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