Come gestire il passaggio generazionale – cosa fare quando non vi sono eredi

Non possiamo non ragionare anche sui casi di passaggi generazionali oggettivamente impossibili – ossia ove non ci siano eredi oppure l’erede, o gli eredi, siano impossibilitati fisicamente o psicologicamente al passaggio del testimone –, ma anche sui casi in cui non ve ne siano di interessati o ve ne siano di palesemente non idonei.

L’importanza e la complessità delle imprese famigliari sono spesso dovute a fattori come la dimensione, lo status giuridico di impresa legata alla persona e, soprattutto, la commistione tra azienda e famiglia in cui diventa difficile distinguere i confini.

La complessità delle relazioni personali e affettive, intrecciate con le questioni patrimoniali finiscono per influenzare fortemente e reciprocamente le due unità, impresa e famiglia.

Soprattutto nelle PMI, le funzioni riguardanti la proprietà, il controllo e la direzione dell’impresa sono spesso concentrate in un’unica persona: l’imprenditore.

Il passaggio generazionale rappresenta quindi un momento fortemente critico per le molteplici implicazioni che si possono creare, sia all’interno della famiglia (rapporti personali, elementi patrimoniali ecc.), sia all’interno dell’azienda (struttura societaria, governance, poteri ecc.).

Vi è sempre, per un imprenditore famigliare, la circostanza in cui si deve pensare a cosa succederà alla propria attività da un certo momento in poi. La decisione di affidare l’impresa a un proprio famigliare non può essere comunque un fatto inevitabile. Esistono situazioni in cui la famiglia non riesce, non può o non dovrebbe trovare al suo interno la figura di colui che dovrà garantire la continuità in azienda.

Il ricambio generazionale, infatti, può rappresentare per l’impresa un’opportunità di sviluppo e di prosperità, ma può anche trasformarsi in una minaccia alla sua sopravvivenza.

Il presente articolo si propone di affrontare il tema delle possibili soluzioni quando in famiglia non esista, per diversi motivi, una successione possibile. Alcuni casi interessanti inerenti queste situazioni particolari, li vedremo nei prossimi articoli; ad esempio la case history con le 2 figlie totalmente disinteressate all’azienda di famiglia o anche quella in cui i 2 eredi, erano 2 sacerdoti.

Considerazioni generali

La successione al titolare d’impresa può avvenire per cause diverse, che vanno dall’incapacità di sapersi adattare alle mutevoli condizioni ambientali, all’intervento di terzi soggetti influenti che intendono svolgere il ruolo di imprenditore, fino al ritiro volontario causato da problemi esterni generalmente dipendenti dall’età o dalla salute.

Si assiste spesso a casi in cui, nonostante la presenza di molteplici problemi, l’imprenditore non prende in esame la possibilità di avviare il processo di successione.

La discendenza dinastica è un elemento che può portare a svariate difficoltà, legate a contrasti interni alla famiglia, e può generare sentimenti di invidia, gelosia; a volte può sfociare anche in lunghe dispute legali. La scelta del successore, quindi, è un momento molto delicato, che dovrebbe essere gestito facendo affidamento non solo alle emozioni, ma anche – se non soprattutto – agli aspetti logico-razionali della situazione.

In ambito di passaggio generazionale diventa importante analizzare sia gli aspetti di business, sia quelli di patrimonio, in quanto l’azienda famigliare si caratterizza, spesso, per una forte commistione tra famiglia e società. Distinguerne i confini spesso è molto difficile in quanto l’azienda è normalmente il mezzo di sostentamento della famiglia.

Nessun imprenditore oggi può sentirsi al sicuro e pensare che la propria impresa, oggi di successo, domani non possa subire un tracollo o andare incontro a una crisi. Nonostante il successore generalmente venga individuato tra i membri della famiglia, possono verificarsi situazioni in cui questi debba essere selezionato tra soggetti esterni alla famiglia (ad esempio manager) e, a volte, esterni anche all’impresa. È importante, quindi, che le imprese famigliari pianifichino il processo di ricambio generazionale, così da poter valutare e programmare per tempo la migliore soluzione.

Alcune possibili soluzioni

Nell’ambito di un processo di ricambio generazionale possono emergere casi in cui non vi siano degni successori nell’ambito famigliare del fondatore dell’impresa. Tale situazione può essere sia di tipo permanente che temporaneo. Anche se un imprenditore può sempre decidere di affidare la direzione dell’impresa a un figlio che non abbia le necessarie attitudini al comando, è tuttavia possibile identificare alcune possibili soluzioni per la prosecuzione delle attività aziendali.

Vogliamo quindi porre l’attenzione su alcune opzioni possibili come:

  • l’acquisto delle quote da parte di un socio, sia esso un famigliare o meno;
  • l’inserimento di management esterno nelle sue diverse forme;
  • la cessione completa dell’azienda.

Si tratta di alcune possibili soluzioni che, se opportunamente gestite, permettono di garantire la continuità aziendale anche in assenza di eredi.

Conclusioni

Il passaggio generazionale rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di un’azienda. L’imprenditore spesso compie la scelta del successore facendo leva più su fattori emozionali (desiderio di continuità) che su fattori logico-razionali (capacità, competenze, doti, esperienze ecc.); purtroppo, in molti casi, la scelta dell’imprenditore si rivela la meno corretta e ciò può comportare un grave danno, non solo a livello aziendale, ma anche nei rapporti personali e patrimoniali della famiglia.

Secondo un luogo comune, infatti, «la prima generazione crea, la seconda sviluppa e la terza distrugge». Studi su scala nazionale evidenziano come un’azienda su tre non sopravviva alla prima generazione.

Spesso, il fallimento del processo di ricambio generazionale dipende dalla mancata pianificazione e gestione di tutte le variabili che possano condizionarne il successo. Bisogna evitare di sottovalutare i rischi e le difficoltà.

Esistono diverse opzioni che possono essere valutate nel caso in cui l’impresa famigliare si trovi nelle condizioni di non avere, temporaneamente o permanentemente, un erede al suo interno in grado di garantire la continuità aziendale. Si tratta di soluzioni che permettono di preservare al meglio sia i rapporti personali, sia quelli aziendali e, in alcuni casi, queste soluzioni possono rappresentare delle modalità attraverso le quali la famiglia riesca a “crescere” gli eredi in modo migliore, attraverso l’affiancamento con persone esterne capaci e competenti.

Video intervista: https://vimeo.com/258244978

Link utile: http://www.passaggiogenerazionale.info/metodo-4p/

Fonte: “Come gestire il passaggio generazionale nelle PMI italiane” di Gian Andrea Oberegelsbacher & Leading Network, Wolters Kluwer Italia (Ipsoa) 2017

A cura di: Gian Andrea Oberegelsbacher

Profilo Autore

Gian Andrea Oberegelsbacher, nato a Verona nel 1964, dal 2005 nella veste di Executive Temporary Manager, può contare su 25 anni di esperienza a livello direttivo, in multinazionali statunitensi e tedesche, come Gore-Tex® e Quelle Schikedanz Group; è stato Amministratore Delegato di Air Machine e di Zippo Fashion Italia. Manager dal taglio operativo, esperto nel "far succedere le cose", nella gestione del cambiamento, in start-up di nuovi business ed in M&A, in implementazione strategica di business esistenti e in ottimizzazione, riorganizzazione e rilancio aziendale, anche in veste di Consigliere indipendente nei C.d.A. in situazioni delicate, conflittuali o con passaggi generazionali in fieri. Dal 2010 è Vice-presidente di Leading Network, dal 2003 al 2005 è stato Consigliere di A.I.M.P.E.S. (Associazione Italiana dei Produttori di Pelletteria e Succedanei); è socio fondatore di Studio Temporary Manager e di Leading Business School.

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