La Recessione prossima ventura. In arrivo il Credit Crunch

I primi segnali macroeconomici li ha forniti l’inversione della curva dei tassi americana dove i tassi a breve termine hanno cominciato a superare i tassi a lungo termine.

I dati pubblicati sul PIL del primo trimestre di Stati Uniti ed Europa confermano lo scenario di lento ma costante scivolamento in recessione.

L’economia ha subito (e subirà ancora) il rialzo dei tassi da parte delle Banche Centrali, ma l’impatto di queste politiche inizierà a sentirsi solo ora a cui si aggiungerà una secca contrazione del credito, a causa della crisi delle banche regionali USA che forniscono più o meno il 50% del credito all’economia.

Ormai è palese che le grandi banche non sono in grado di sostituirsi alla crisi delle banche regionali, data la dimensione del credito erogato da quest’ultime al settore del Real Estate e Commercial Real Estate ad oggi, come già scritto, in grande difficoltà ed è chiaro che la prosecuzione della politica restrittiva sull’economia passerà dalla Federal Reserve al sistema bancario.

La contrazione del credito attraverso il canale bancario arriva proprio mentre i mercati hanno iniziato a ragionare su quando le banche centrali smetteranno di operare al rialzo sui tassi.

Un passaggio di testimone verso il sistema delle banche che porterà l’economia mondiale ad un’ulteriore pressione di restrizione creditizia generata dal fatto che il sistema bancario USA non è più in grado di espandere i suoi bilanci, a causa di problemi sulle posizioni in titoli e di una ormai elevata esposizione di rischio verso il Commercial Real Estate.

Un sistema bancario bloccato e rigido su queste posizioni difficilmente potrà tornare ad espandere il bilancio; quindi, si profila all’orizzonte un credit crunch all’economia, nel momento in cui i recenti e prossimi rialzi dei tassi hanno iniziato a produrre un impatto restrittivo sulla economia reale.

Le aspettative di una inversione della politica monetaria sono quindi ormai quasi inutili, alla luce del fatto che, quando questo accadrà, l’economia sarà già in recessione, i crediti nei bilanci delle banche in estremo deterioramento e il mercato del Real Estate in ulteriore crisi, facendo emergere quindi altri elementi di stress per il sistema bancario. I fallimenti di alcune grandi banche regionali di questi giorni ne sono il segnale evidente.

Credo che il vero processo di inversione del ciclo inflazionistico sarà prodotto da un netto calo degli aggregati creditizi e dal calo conseguente della domanda interna, che porterà l’economia in recessione entro pochi mesi.

In conclusione alla luce di quello che sta accadendo al settore bancario le prospettive di un recupero dei profitti per le società quotate, in concomitanza con un atteso ribasso dei tassi e un soft landing dell’economia, appaiono sempre più improbabili e di conseguenza il calo dei listini proseguirà ancora nei prossimi mesi.

Articolo a cura di Marco Contini

Profilo Autore

Expert in Reorganization and Corporate Restructuring Expert in Underwriting, Claims, Marketing Distribution, Insurtech , Business Advisor, Blockchain
Milan Area, Italy
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