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Stefano Cuzzilla: industry 4.0, una rivoluzione che ha bisogno di competenze manageriali

Industry 4.0 è destinata a cambiare profondamente l’organizzazione del lavoro, nelle imprese  saranno necessarie nuove competenze e nasceranno nuove figure professionali: questo comporterà cambiamenti anche sul fronte delle competenze manageriali?

È una nuova visione del “fare industria” che modifica radicalmente le imprese, si tratta non solo di “digitalizzare” la produzione manifatturiera ma di  affermare nuovi modelli di governance  e di organizzazione aziendale.

Siamo di fronte a una rivoluzione copernicana che va governata con skills manageriali altamente qualificate. A tale proposito Federmanager ha messo a punto un sistema di certificazione delle competenze:  4 profili manageriali (innovation manager, export manager,  temporary manager e manager di rete) che, a nostro avviso, saranno indispensabili per le imprese che vogliono porsi in modo competitivo sui nuovi mercati. Li abbiamo certificati perché crediamo che il merito vada riconosciuto con criteri e modalità che ne garantiscano la qualità.

La quarta rivoluzione industriale non può prescindere dal capitale umano. Dobbiamo ripartire proprio dalle persone, siamo convinti infatti che,   l’unica economia che può crescere, è basata sulla persona, sulle sue skills, su quel contributo professionale e umano, che garantisce all’impresa, al sistema produttivo, al territorio in cui opera, un orizzonte percorribile.

E quali sono le competenze mancanti?

Si tratta di un mix di competenze trasversali. Ci sono quelle qualificanti come il problem solving e la capacità di gestire le risorse. Poi quelle tecniche: conoscenze in ambito big data, internet of things, cloud computing. Il nostro ente bilaterale ha stanziato 5 milioni di euro per un bando dedicato alla diffusione della cultura digitale attraverso interventi destinati proprio allo sviluppo di queste competenze.

Da una nostra recente indagine sulle necessità delle pmi rispetto alla sfida posta da industry 4.0  è emerso chiaramente che la formazione è ai primi posti quando si parla di interventi da avviare nell’immediato futuro, è un   prerequisito fondamentale per l’evoluzione del sistema in ottica 4.0.

I temporary manager possono essere una risposta all’esigenza di velocizzare il processo di trasformazione digitale in particolare per le pmi?

Dalla stessa  indagine emerge che il 65% delle pmi, ritiene  indispensabile introdurre figure manageriali per essere più competitive e innovative. Lo sforzo per colmare l’arretratezza digitale  non può essere lasciato solo all’imprenditore: i manager sono acceleratori dei processi e contaminatori digitali indispensabili per la crescita delle aziende. Sicuramente nelle piccole aziende la figura del temporary manager può rappresentare una valida risposta.

Quindi Federmanager ritiene che vada costruita una squadra di contaminatori digitali, utilizzando manager formati e orientati alla digital transformation:  può bastare una politica di incentivi fiscali sulle assunzioni per farlo o serve altro?

L’introduzione di  forme di incentivazione che favoriscano la crescita dei manager che, in azienda, hanno un ruolo di attivazione dei processi di innovazione è sicuramente una leva positiva.  Per una maggiore diffusione  di manager nelle piccole e medie imprese, la Federazione ha chiesto al governo di introdurre una sorta di “iper-ammortamento”, analogamente a quanto previsto per i beni materiali. E, in seconda istanza, delle agevolazioni per le aziende che acquisiscono altre aziende e/o rami di azienda al fine di favorire la crescita dimensionale o per la creazione di reti d’impresa. E’ il momento di sostenere gli investimenti e assumere un manager significa fare investimento. Dobbiamo anche realizzare un’integrazione tra sistema produttivo e centri del sapere. Federmanager già collabora per fornire competenze qualificate per i “Digital Innovation Hub” ed è disponibile a collaborare per la creazione dei “Competence Center” previsti dal governo: l’expertise del management sarà essenziale nella diffusione della formazione e nello sviluppo delle competenze.  Siamo convinti che questo sia l’anello di congiunzione che serve al piano Industria 4.0 per realizzarsi compiutamente e sarà uno dei temi su cui verteranno anche i lavori della Assemblea Federmanager il 26 maggio prossimo al Centro Congressi Augustinianum  della Città del Vaticano.

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