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Il futuro del trasporto aereo tra riassetto del mercato domestico e low cost a lungo raggio

Le prospettive del riassetto di Alitalia, il ruolo delle compagnie low cost e il loro nuovo modello di business, le opportunità commerciali: quali conseguenze sul business travel

Quali saranno i prossimi trend di cambiamento che influenzeranno il mercato del trasporto aereo in Italia e quali opportunità e rischi dovranno affrontare travel manager e viaggiatori d’affari? A questi argomenti è stato dedicato il webinar “Il futuro del trasporto aereo”, organizzato da Carlson Wagonlit Italia (CWT) – leader globale specializzato nella gestione dei viaggi d’affari e di meeting ed eventi – per una community virtuale di travel manager aziendali connessi in Rete.

A condurre la riflessione Andrea Giuricin, CEO – TRA Consulting, Adj. Prof. Management dei trasporti – Università Milano Bicocca, noto esperto del settore.

«Anticipare le tendenze di un settore chiave come quello aereo e capire come possono impattare il business travel è fondamentale per le aziende per poter pianificare le strategie di travel management – ha sottolineato, in apertura, Antonio Calegari, VP & Country Director CWT Italy & Greece –. Ecco perché accanto agli studi internazionali proposti dal nostro CWT Travel Management Institute riteniamo utile proporre un focus specifico sul mercato italiano che offra spunti concreti da mettere in pratica e da condividere anche tra la Travel Management Company (TMC) e l’azienda cliente».

Tra i principali elementi dell’evoluzione dello scenario, Giuricin ha indicato:

  • Il mercato del trasporto aereo in Italia è cresciuto molto dalla liberalizzazione del 1997, passando dai 53 agli oltre 134 milioni di passeggeri trasportati in un anno nel 2016; tuttavia l’Italia resta uno dei Paesi europei dove è meno sviluppato.
  • Gli attori del mercato sono cambiati: le compagnie low cost sono ormai protagonisti affermati, come indica la presenza nei primi tre posti di due compagnie (Ryanair prima ed easyJet terza) accanto al vettore nazionale. Questa è una tendenza comune al mercato europeo: lo share raggiunto dalle compagnie low cost in Italia è pari al 49% (dati Enac), dato in linea con la media europea.
  • All’interno dei ricavi ancillari – che mostrano un andamento in forte crescita -, quelli legati ai servizi “in-flight” rappresentano per le principali low cost una percentuale molto contenuta, mentre restano predominanti il bagaglio e la selezione del posto.
  • Gli operatori del lungo raggio stanno cambiando. È già attiva la presenza delle low cost che offrono voli di lungo raggio, Norwegian Airlines in primis, e i servizi a basso costo per le lunghe tratte potranno aumentare ancora, grazie all’avanzamento tecnologico che consente anche a velivoli di “piccola” taglia, più facilmente acquistabili da parte dei vettori, di effettuare voli transatlantici, pur se limitatamente alla costa Est degli Usa, e non più solo di medio raggio. Si potrà dunque assistere a una diminuzione delle tariffe intercontinentali su certe tratte e, con il tempo, anche alla sostituzione di quei vettori che saranno incapaci di tenere la concorrenza.
  • Le difficoltà di Alitalia sono la conseguenza di più fattori. In particolare, non risultano tanto legate, come viene spesso ripreso dai media, agli eccessivi costi – che invece sono nella media o più bassi di altre compagnie di linea (6,5 centesimi di euro per available seat/chilometro, rispetto agli 8 di Lufthansa o ai 10,5 di Air France-KLM) – ma piuttosto all’incapacità di generare importanti ricavi dalla tratte a lungo raggio, che sono quelle più profittevoli, e al load factor non sufficientemente alto (in media del 76,2% contro l’80% di Lufthansa, l’85% di Air France-KLM, il 92% di EasyJet e il 93% di Ryanair). Sulle performance di Alitalia ha pesato anche negativamente l’incapacità di mantenere alto il traffico sull’hub di Roma Fiumicino a causa dell’elevata competizione operata dalle low cost, come Ryanair e Vueling, che sullo scalo romano hanno introdotto numerose tratte e frequenze, interessanti anche per i business traveller.
  • La personalizzazione dei servizi, anche grazie alle app e al mobile, è un trend che continuerà ad affermarsi sia nell’esperienza a terra che in volo. La disponibilità di un’unica app che racchiude i diversi servizi utili al business traveller, quale quella offerta da un provider come la TMC, diventa un elemento importante per migliorare la user experience.

Nel corso della sessione di Domande & Risposte aperte, Giuricin ha affrontato rapidamente anche altri temi, confermando per esempio la validità delle tariffe corporate negoziate da parte delle aziende quale strumento per garantirsi una solida base di collegamenti a tariffa conveniente con le compagnie chiave per ogni azienda, ed evidenziando i possibili scenari che si aprono con il riassetto di Alitalia dal prossimo autunno.

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